{"id":260,"date":"2016-04-26T17:36:00","date_gmt":"2016-04-26T17:36:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/?p=260"},"modified":"2021-12-05T17:36:56","modified_gmt":"2021-12-05T17:36:56","slug":"un-disco-colto-e-raffinato-dalle-tonalita-letterarie","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/?p=260","title":{"rendered":"Un disco colto e raffinato dalle tonalit\u00e0 letterarie"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un disco molto ambizioso il cui motivo di ispirazione \u00e8 di natura letteraria. Attorno ad una corte animata da intellettuali e dotti sapienti, nacque nel Duecento la \u201cScuola poetica siciliana\u201d. Lo&nbsp;<em>stupor mundi<\/em>, dall\u2019incontro tra culture diverse, diede luce ad una lirica in volgare il cui tema era la donna e la sua immacolata bellezza. Oggi una chitarra da accompagnamento incornicia questo dipinto medioevale di affascinante memoria artistica, dove trovatori postmoderni cantano versi altisonanti in metrica sublimando, attraverso la musica, quegli antichi testi dal profumo di rosa e d\u2019amore. Un richiamo a &#8220;L\u2019infinitamente piccolo&#8221; di&nbsp;<strong>Branduardi<\/strong>&nbsp;come rivisitazione del Cantico delle Creature francescano, in questo progetto colto dove &#8220;Il tempo e la voce&#8221; parlano di gloriosa poesia medioevale.<br>In Dolce stil novo \u00e8 &#8220;Meravigliusa-menti&#8221;, il pezzo che introduce l\u2019album: l\u2019amore angelicato, concepito come nobile purezza di intenti, \u00e8 il ritratto di una donna irraggiungibile, evanescente, che il poeta-canzoniere tenta di descrivere in tutta la sua bellezza e a cui dichiara amore; lo stesso che, in &#8220;Amuri \u2018un voli ch\u2019eu clami&#8221;, si rivolge ad una donna altrettanto straordinaria; &#8220;D\u2019amurusu paisi&#8221; \u00e8 un sospiro nel petto, una folle natura che avvampa al pensiero di un amore insistente, crudele e forte; &#8220;Eu m\u2019aiu postu in cori a Deu serviri&#8221; rimane un languido desio di chi si tormenta senza amore. La pupilla dilatata dell\u2019innamorato \u00e8 al centro di &#8220;Unu placenti sguardu&#8221; che irradia sentimento e contemplazione verso una bellezza indicibile; &#8220;Giuiusamenti cantu&#8221;, tra rose e fiori, come una fontana in piena, appare un felice e armonico motivo d\u2019amore che si imprime nel petto e ne fa vibrare l\u2019anima. Continuando cos\u00ec fino all\u2019epilogo, le dodici tracce in dialetto siciliano ci trasportano in uno spazio indietro nel tempo dove la poesia antica continua ad avere un potere di suggestione fortissimo.<br>Se il rischio pu\u00f2 essere quello di annoiare l\u2019ascoltatore pi\u00f9 rapido e commerciale, tuttavia meglio correrlo per catturare l\u2019attenzione di chi pensa che la musica debba avere un legame profondo anche con la letteratura e la poesia di una volta. Ambizioso e coraggioso, questo disco vola tra le pagine di opere importanti fino a noi, con una voce che il tempo non \u00e8 riuscito a scalfire. (Libera Capozucca)<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">da Rock.it 26\/04\/2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un disco molto ambizioso il cui motivo di ispirazione \u00e8 di natura letteraria. 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