{"id":958,"date":"2016-10-11T17:15:00","date_gmt":"2016-10-11T17:15:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/?p=958"},"modified":"2023-10-11T17:19:29","modified_gmt":"2023-10-11T17:19:29","slug":"il-tempo-e-la-voce-limmaginario-antico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/?p=958","title":{"rendered":"Il Tempo e la voce, l&#8217;immaginario antico"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><em>Dal 13 al 15 ottobre si tiene a Cagliari la nona edizione del&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.premioandreaparodi.it\/\">Premio Parodi<\/a>. \u00c8 un&#8217;edizione di altissimo livello, che conferma come il Parodi si sia ormai imposto come il maggior appuntamento italiano dedicato alla world music: &#8220;il giornale della musica&#8221; \u2013 media partner del Premio \u2013 vi presenta gli artisti finalisti.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un duo \u2013 quello fra il poeta e cantante Giuseppe Di Bella e il bassista Enrico Coppola \u2013 che si distingue nettamente per la proposta artistica sulla scena del &#8220;folk&#8221; e della &#8220;musica mediterranea&#8221; (virgolette d&#8217;obbligo) in Italia: nato nel 2013, il sodalizio fra i due si dedica da subito a un lavoro sul repertorio poetico della Scuola siciliana, cercando nuovi vestiti musicali per opere letterarie vecchie di quasi 900 anni. Il disco di esordio, autoprodotto nel 2016, porta il nome del progetto stesso: Il Tempo e la voce.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Come \u00e8 nato il progetto Il Tempo e la voce?<br>\u00abCi stimolava molto l\u2019idea di scrivere qualcosa che fosse senza dubbio lontana dall\u2019idea di ci\u00f2 che oggi sono le prescrizioni del panorama musicale, un disco che suonasse immediatamente come diverso e a s\u00e9 stante agli ascoltatori ormai assuefatti a certi tipi di prodotto. Non siamo due musicisti isolati in provincia, ascoltiamo con attenzione le molte cose che escono quotidianamente, sia sul mercato cosiddetto indipendente che su quello mainstream, proprio per questo non ci interessava battere la strada ormai anch\u2019essa inflazionata di un eclettismo fuori dai generi che ormai \u00e8 di genere anch\u2019esso. Abbiamo allora cercato di spogliarci di tutte le distrazioni del presente cercando l\u2019origine pi\u00f9 che l\u2019originalit\u00e0, risalendo al luogo non solo fisico, ma anche immaginario e poetico dove la nostra cultura \u00e8 nata ottocento anni fa ancora prima di Dante: la corte di Federico II. Si tratta forse di un\u2019operazione azzardata, ma ci affascinava la sfida e senza presunzione crediamo in massima parte di esserci riusciti\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Vorrei chiedervi qualcosa sul lavoro musicale che avete compiuto sui testi siciliani\u2026 Qual \u00e8 la fonte della musica? Quale la sua ispirazione \u2013 anche in merito all\u2019arrangiamento, come avete lavorato?<br>\u00abLa prima parte del lavoro \u00e8 stata quella di riportare questi testi, tradotti in toscano gi\u00e0 sul finire del Duecento, alla loro forma antica, cio\u00e8 quella di un volgare siciliano colto. Ci siamo sentiti doppiamente attratti dal fatto che nessuno negli ultimi otto secoli avesse pi\u00f9 usato questa lingua nel canto o nella poesia e che quindi pur abbandonando l\u2019uso dell\u2019italiano ci stavamo mantenendo altrettanto lontani dal dialetto e dal suo particolarismo. Con la stessa meraviglia di esploratori che per la prima volta dopo secoli entrano in un luogo rimasto intatto, ci siamo trovati davanti una lingua splendida e fuori dal tempo, gi\u00e0 di per s\u00e9 straordinariamente musicale. Il secondo passo \u00e8 stato quello di rapportarci con strutture metriche molto complesse e rigide come quelle della poesia medievale. Come per le scelte strumentali e di arrangiamento ci siamo lasciati guidare dalla bellezza di questi testi, scomponendo le forme canoniche della canzone moderna e ricomponendole attorno alle poesie come un abito. Il risultato spiazzante alla fine \u00e8 stato quello che queste forme, pur essendo mutate profondamente nella sostanza, hanno mantenuto la loro funzionalit\u00e0 e non si sono disarticolate\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-rich is-provider-handler-delloggetto-incorporato wp-block-embed-handler-delloggetto-incorporato wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"D&#039;AMURUSU PAISI -  VIDEO UFFICIALE  DA IL TEMPO E LA VOCE\" width=\"920\" height=\"518\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/k7YRAK8m8no?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Voi partecipate al Premio Parodi, un concorso intestato alla \u201cworld music\u201d. Vi riconoscete in questa etichetta?<br>\u00abPartecipare al Parodi ed essere fra questi finalisti \u00e8 un onore, perch\u00e9 questo premio \u00e8 ormai uno dei pi\u00f9 seri avamposti per la selezione e la tutela del paesaggio musicale. Noi cerchiamo un equilibrio sottile che sia sempre in progress, dove la composizione stia al centro e le atmosfere, gli stilemi siano meditati e utilizzati in senso profondo, come appartenenza e fonte. Essere nella world music per noi potrebbe solo voler dire rispettare una mediterraneit\u00e0 in grado di cercare un respiro originario comune, che ci permette di spaziare verso lidi a noi affini. Per esempio la poesia della Scuola siciliana da noi musicata \u00e8 debitrice contemporaneamente verso la tradizione dei poeti arabi di Sicilia e quella provenzale e, a sua volta, passando in Toscana attraverso Dante e Petrarca, entra a far parte del patrimonio letterario europeo. Quella che noi cerchiamo non \u00e8 una contaminazione postmoderna o un eclettismo gratuito, ma l\u2019attualit\u00e0 delle nostre radici. L\u2019idea che il mondo antico fosse pi\u00f9 chiuso e stagnante del nostro \u00e8 un falso storico e ideologico\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Un esercizio di profezia: come sar\u00e0 la \u201cworld music\u201d fra vent\u2019anni?<br>\u00abLa &#8220;world&#8221; potrebbe catalizzare potenzialmente tutte quelle tensioni della musica di ricerca come hanno fatto nel passato altri generi pi\u00f9 mainstream; la world potrebbe diventare fortemente di massa, in un senso positivo, dilatandosi come il jazz in un contenitore pi\u00f9 liquido e aperto, e in questo modo sopravvivere ai suoi clich\u00e9 etnici e di ensemble. Immaginiamo una world music di questo tipo, meno caratterizzata, con un&#8217;identit\u00e0 meno definita e territoriale, e quindi in grado di assorbire un pi\u00f9 grande flusso di linguaggi e dimensioni\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><a href=\"https:\/\/www.giornaledellamusica.it\/autori\/jacopo-tomatis\">Jacopo Tomatis<\/a> 11 ottobre 2016<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal 13 al 15 ottobre si tiene a Cagliari la nona edizione del&nbsp;Premio Parodi. \u00c8 un&#8217;edizione di altissimo livello, che conferma come il Parodi si sia ormai imposto come il<\/p>\n<p class=\"more-link\"><a href=\"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/?p=958\" class=\"readmore\">Continue reading<svg class=\"icon icon-arrow-right\" aria-hidden=\"true\" role=\"img\"> <use href=\"#icon-arrow-right\" xlink:href=\"#icon-arrow-right\"><\/use> <\/svg><span class=\"screen-reader-text\">Il Tempo e la voce, l&#8217;immaginario antico<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":961,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-958","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-press"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/958","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=958"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/958\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":960,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/958\/revisions\/960"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/961"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=958"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=958"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.giuseppedibella.uno\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=958"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}